Trasporto combinato: la Commissione Europea mantiene la proposta di revisione della Direttiva 92/106/Cee
Confartigianato Trasporti informa che la Commissione Europea ha reso noto che intende ritirare la proposta di revisione della Direttiva 92/106/Cee sul trasporto combinato. Tale proposta, presentata dalla Commissione il 7 novembre 2023 all’interno del pacchetto Greening Freight Transport, intende abrogare e contestualmente sostituire l’attuale impianto normativo emanato nel 1992 con la finalità di rendere il trasporto intermodale più esteso, meno vincolato e più digitalizzato.
La Direttiva vigente concerne le attività prevalentemente effettuate su una tratta ferroviaria, su vie navigabili interne o su cabotaggio marittimo a corto raggio, con tratte iniziali e finali su strade.
Diversamente la nuova proposta trova le basi su un criterio fondato sui costi esterni, richiedendo che l’operazione intermodale produca una riduzione di almeno il 40% rispetto a un trasporto interamente su strada tra gli stessi punti di origine e destinazione.
La verifica del requisito sarebbe affidata alle piattaforme digitali eFti, che dovrebbero calcolare in modo automatico l’idoneità dell’operazione al regime di sostegno sulla base dei valori del Manuale sui costi esterni dei trasporti.
Durante l’iter normativo della proposta in esame sono emerse diverse prese di posizione delle associazioni di settore interessate, tra cui Cefic, BusinessEurope, Clecat, l’European Chemical Transport Association (Ecta), l’European Shippers’ Council (Esc) e Uirr, che richiedono una revisione rapida della Direttiva, con criteri di ammissibilità più chiari e una maggiore armonizzazione tra Stati membri.
Alcune associazioni del settore ferroviario e intermodale (Erfa, Uirr, Cer, Uip, Aerrl e Unife) hanno proposto una soluzione intermedia, che intende mantenere in vigore la definizione del 1992 anche in caso di ritiro della revisione, rinviando di cinque anni il tema della nuova definizione.
L’Iru (associazione che rappresenta l’autotrasporto merci) ritiene da tempo che il nuovo criterio del 40% rischia di essere eccessivamente complesso e oneroso, disincentivando il ricorso al trasporto combinato invece di favorirlo.